Liberi&Uguali? Ma de che…

Abbiate pazienza ma, pur nel marasma generale che questa campagna elettorale sta facendo venire a galla, io proprio Liberi e Uguali non lo capisco. Non è forse la formazione politica più indecente, non è quella più ignorante ma, almeno per me, è quella piu inutile ed incomprensibile e, per certi versi dannosa.

Certo c’è la Lega che sta toccando punte di ribrezzo come forse non aveva ancora mai toccato, c’è Silvio che quando palra impasta, non si ricorda più nemmeno come si chiama e spara cifre e numeri ad minchiam, ci sono i 5 stelle e la loro conclamata incompetenza generalizzata che ormai cazzottano (dal gergo marina, truccano, camuffano) anche i curriculum dei candidati, certo c’è Casapound o il Partito Comunista che nemmeno vorrei considerare per carità cristiana. Ma almeno tutte queste sono formazioni portatrici di idee (magari sbagliate, a volte indecenti), ma hanno qualcosa da dire…spesso da urlare in maniera sgrammaticata, ritengono di essere utili a cambiare un sistema che non funziona.

Liberi e Uguali no. Liberi e uguali, siamo franchi, è una enorme questione privata fatta nascere da politici uniti da un unico denominatore: fanxxlo Renzi. Il perimetro di Liberi e Uguali inizia e finisce qui. Stop.

Ok, la faccia è quella di Grasso: una faccia che non spaventa, anzi, una persona con meriti passati nell’antimafia; qualcuno che possa dare un volto rassicurante sull’operazione, che possa sorridere maliziosamente all’elettore di sinistra sussurrando “ma non ti vergogni a votare quel becero fiorentino invece che un uomo come me?“.

Ma il voto a Liberi e Uguali (che poi non ho capito perchè del famoso trittico rivoluzionario si siano dimenticati il valore della fratellanza…paura che con Fratelli Liberi e Uguali li prendessero per massoni?), non è un voto a Grasso: è semmai un voto a D’Alema e alla sua personalissima guerra con Renzi. E’ un voto per il vero progetto politico del Dalemismo attuale: far rosicare il PD renziano il giorno dopo le elezioni; fargli perdere quel tanto di voti che bastano per poter sogghignare sotto i baffi durante la prima intervista in cui potrà dire che lui lo aveva predetto.

E’ un voto a Bersani, uomo che una volta è stato anche un buon politico, il cui nome è forse legato all’unica reale lenzuolata di liberalizzazioni di questo paese, ma che ormai si è ingobbito ed incattivito sulla questione personale: qualcuno gli ha sottratto la “ditta” da sotto le mani, non ha ben capito come, ma non gli sta bene ed è un fatto che merita vendetta (che brutto quando la questione persononale uccide quella pubblica).

Francamente poi non capisco l’elettore della sinistra storica (lontana dalla mia provenienza certo, ma con una tradizione politica rispettabile), che oggi guarda questi ultimi anni di governo di centrosinistra con vergogna.

Non importa se siano riusciti a far digerire alla vasta e variegata maggioranza di governo provvedimenti come le unioni civili o la legge sul fine vita (ma voi vi ricordate quando ci provò Prodi? neanche il nome Pacs poteva sussurrare, dovettero inventarsi il nuovo acronimo, Dico, …e non servì a nulla).

Non importa se, finalmente, si sia intervenuti sull’omicidio stradale, un provvedimento che da solo vale una legislatura per quanto sia giusto.

Non importa se dopo gli attentati in europa, con gli esponenti politici che facevano a gara a chi dichiarava meglio guerra al mondo, il vostro Presidente del consiglio  abbia invece dichiarato che il terrore si combatte con la cultura piu che con le armi (dite la verità, sul momento avete tirato un sospiro di sollievo..pensavate di dover bombardare in giro come con D’Alema in Jugoslavia)

Niente, guai dire apertamente che, in fondo, se vieni dalla sinistra, questo governo non è stato così male. Non sarà che all’elettore di sinistra, in fondo in fondo, dei diritti fondamentali per cui si stracciava le vesti in piazza non interessa nulla e che fossero un modo come un altro per fare un po’ di sana protesta? No perché altrimenti non si spiega.

Non dico che dopo essere riusciti a far votare le unioni civili ai democristiani (roba da far impallidire Peppone) avrebbero dovuto portare il governo in trionfo, ma nemmeno rinnegarlo in questo modo.

“Eh ma la scuola..?.” , “Eh ma l’articolo 18?”….ok parliamone.

Cari elettori di sinistra, non dovei essere io a dirvelo ma:

  1. difendere l’articolo 18 mentre le industrie chiudono non serve a nulla;
  2. che che ne possiate dire della “buona scuola” (battute sul nome comprese), è un provvedimento perfettibile, ma con molti meriti, a partire dal fatto che ha invertito una tendenza di investimenti, e comunque anni luce migliore rispetto alla riforma Gelmini, per la quale non avete sbraitato poi tanto…
  3. Con un parlamento semi ostile, con cui Bersani non era stato in grado nemmeno di farsi dare l’incarico o di far eleggere un PdR, ma cosa pensavate di fare…di grazia aver portato a casa questi risultati.

Pensandoci bene però, Uguali in effetti lo sono: uguali a tutte le altre formazioni di sinistra, nate a scopo elettorale e morte il giorno dopo l’elezione.

Cari elettori di sinistra, a me pare che l’unica liberta che vi stia veramente a cuore sia quella di disfare sempre ciò che producete, la stessa libertà del marito che se le taglia per far dispetto alla moglie. Contenti voi.

 

 

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