L’insostenibile leggerezza del leggere…in rete

“Ma che è sta roba?” “…come che è, dai ho creato un blog” “…ah bravo, e di che vorresti parlare? ” “..non so, scegliere il primo articolo crea un certo panico da foglio bianco –per inciso, se hai letto fin qui hai superato i 140 caratteri di un tweet..vista la media di lettura nazionale puoi esserne già quasi fiero-…quindi  dimmi un po qualcosa tu..qualche consiglio? ” “Figa, ovvio!” “..Dai Fra, vorrei cercare di fare il serio almeno un paio di giorni prima di far precipitare il livello” “mmm ok, ma con quella non sbagli comunque, in ogni caso, visto che hai scritto nelle info che ti interessano politica e musica..quest’anno la musica ci ha regalato ben poco di cui parlare, decessi a parte”..”e il nuovo dei Metallica?”..”appunto, come dicevo, nulla di interessante…” ” sarà ma io qualcosa sui metallica lo scriverò comunque”..”ok ok, ma giusto per stare sui temi caldi..io mi butterei sulla politica”. 

Ecco, questa è stata la conversazione (con qualche lieve modifica) da cui parte l’avventura di questo blog.

In realtà vorrei partire facendo una confessione: c’è stato un tempo in cui ero convinto che la diffusione di internet, dei social, dei blog, avrebbe consentito anche la diffusione di cultura ed informazione; che quest’ultima sarebbe stata appresa direttamente dalla fonte, senza dover passare per il filtro dei media ufficiali, come acqua bevuta direttamente dal torrente..più o meno nello stesso periodo  (forse qualche anno dopo) in cui ero convinto che il principio di sussidiarietà fosse la soluzione ad ogni male della politica ..ok, come vedete io i miei errori di gioventù li ammetto.

Invece? cosa abbiamo?..sulla sussidiarietà più che un articolo da blog bisognerebbe scrivere un libro…e sulla diffusione del sapere? peggio che andar di notte!

Mi spiego: certamente il numero delle informazioni a disposizione di chiunque è aumentato; la qualità e la veridicità invece per niente. Girando fra le piazze virtuali, le bacheche di Facebook lo sconforto che assale è destabilizzante: regnano post bufale senza nessuna possibilità di controllo, l’opinione di chiunque ha pari valore su qualsiasi argomento, prescindendo da una seppur minima valutazione delle competenze, il tutto mediamente condito da una cattiveria estrema, tanto nei toni quanto nei contenuti..senza scomodare Umberto Eco, secondo cui internet ha dato diritto di parola ali imbecilli, basta dare una lettura agli scambi di commenti nelle pagine Facebook, nei blog, addirittura su youtube sotto video anche banali. Forse un tempo c’era più ignoranza che aveva almeno il pregio di essere consapevole, oggi regna la convinzione da tastiera di saperne molto su tutto. Anzi, di sapere ciò che il potere cerca di nasconderti, verità segrete ed inconfessabili, complotti manipolativi, ovviamente tutti conditi da un po’ di massoneria q.b., olio sale e basilico a piacere.

Il risultato però non è più limitato solamente alla rete (persone che si portano la penna da casa per votare!..ne vogliamo parlare?..meglio di no per carità cristiana). I mezzi di comunicazione più tradizionali, invece di cercare di smarcarsi, sembrano inseguire la tendenza nel tentativo di rincorrere, con essa, il popolo della rete: ormai i dibattiti in TV, su qualsiasi argomento, sono scioccanti: si parla di medicina? di vaccini? ok, a confronto due tesi proposte quasi in maniera paritetica; da una parte un virologo e dall’altra una ex attrice di serie b riscopertasi santona..(o l’immancabile Red Ronnie)! La competenza non ha più alcun valore mediatico; chiunque può parlare e ritenersi esperto di tecnologia, alimentazione, fenomeni fisici, geologici…e francamente non capisco: ma se foste su un aereo che deve atterrare, oltre a quello del pilota vorreste sentire anche l’opinione di un tizio convinto che i piloti in realtà siano affiliati ai poteri forti del volo e che il loro modo di atterrare è in realtà solo un mezzo per farvi arrivare dove vogliono loro e far aumentare i prezzi dei biglietti? (se la risposta è si cercate di farvi riconosce perché vorrei evitare di trovami sullo stesso volo con voi). Siamo tutti (io compreso ahimè) convinti di attingere dalle fonti autentiche, le uniche che ci dicano come stanno realmente le cose; tutti contenti di non esserci fatti imbambolare da questo o quel potere forte. Diamoci pace: se i poteri forti sono realmente tali probabilmente stiamo già facendo quello che hanno previsto per noi, altrimenti meno complottismi e scie chimiche e più sana banalità.. Con ciò non voglio certo dire che l’informazione segua esclusivamente processi casuali e non organizzati..ma ci tornerò su dopo.

Probabilmente vale in questo ambito una massima spesso applicabile, ossia che ciò che si ottiene all’apparenza senza sforzo è anche senza valore.

La cosa ancor più preoccupante è che il livello cosmico delle boiate pubblicate è superato solamente dalla rabbia con cui vengono sostenute e dalla totale incapacità di fare un confronto razionale, dove per razionale si intende avere un briciolo di capacità di motivare sulla base di fatti o con un quel po di logicità minima per la quale si possa parlare di deduzione e non di verità teologica.

In definitiva, cercare di orientarsi nel marasma delle informazioni e notizie a disposizione rende l’essere consapevolmente informati ancor più difficile di quando le ricerche andavano fatte sull’enciclopedia o in biblioteca… ok questo è vero .. però prima di mettere la propria vita (o credibilità) in mano ad articoli tratti da “La Repubblica delle banane”, “grandecocomero”..”popoloincazzato” tutti media affidabilissimi insomma… bisognerebbe pensarci un attimo su. Altrimenti si finisce per essere vittima della propia indignazione e finire per credere che Debora Caprioglio sia in realtà la sorella di Renzi gestrice di centinaia di cooperative che lavorano sui profughi, che Paul Pogba sia un profugo ospitato dallo stato italiano in Hotel 5 stelle resort con spa, e svariate minchiate assimilabili. Ora non per dire, personalmente mi sentirei un po’ coglione dopo aver pubblicato a nome mio una cosa del genere.

Il paradosso maggiore di tutto questo casino mediatico è che, spesso, proprio coloro che sono convinti di diffondere notizie segrete e contro il sistema, stanno semplicemente aiutando un sistema: il tutto si basa sull’assunto che gli esseri umani sono spesso non in grado di analizzare problemi complessi presi nel loro insieme. La soluzione istintiva quindi è quella di scomporre il problema in sotto problemi semplici ai quali, a loro volta, si cerca di dare risposte prevalentemente istintive, cercando nell’ambiente che ci circonda le conferme che la soluzione sia quella corretta. Bene, di fondo un problema complesso estremamente comune è una latente insoddisfazione: sono in una condizione A che non mi piace, vorrei arrivare ad una condizione B più soddisfacente. Per fare ciò devo individuare il responsabile, qualcuno a cui dare la colpa (possibilmente esterno), il cui operato determina lo stato di insoddisfazione. Se non esistesse questo meccanismo personaggi come Salvini sarebbero ancora in coda per cercare di dare qualche esame all’Università…chiunque comunichi (quindi tecnicamente anche io) lo fa con un fine, per raggiungere il quale il ricettore della comunicazione diviene un mezzo…e ciò vale in ogni campo, economico (marketing), politico-sociale, strategico-militare (psyops)… vogliamo parlare delle mitiche frasi che a Vlad Chuck Norris Putin vengono attribuite ad ogni occasione possibile ed immaginabile? Si può legittimamente scegliere di farsi usare, ma in caso contrario varrebbe la pena, prima di dare per certa una informazione, specialmente quelle notizie che risponderebbero in pieno agli istinti (bassi) che abbiamo dentro, domandarsi per istante chi sia che la da, quanta credibilità abbia, magari fare una breve ricerca da altre fonti, così tanto per non fare la figura dei coglioni.

In ogni caso la cosa sta onestamente un pò sfuggendo di mano e spesso l’unica soluzione per placare l’istinto omicida che monta leggendo alcune bacheche è chiudere ogni media e smettere di leggere…o augurarsi una estinzione della specie rapida ed indolore.

“Ok, riletto il primo articolo..molte banalità e abbastanza palloso…forse avevi ragione Fra..sarebbe stato meglio scrivere di…” “Fammi capire: inizi un blog teorizzando che le informazioni sui blog fanno schifo?.. non sei normale, lo sai vero? solo tu potevi partire dandoti e dando alla massa che legge notizie on line del coglione” “hai ragione sono decisamente pieno di contraddizioni, d’altronde la contraddizione crea movimento, tutto il resto è noia”

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