Se devi dare l’esame da avvocato, dovresti leggere queste righe (parte 2 consigli per affrontare lo scritto)

Alcuni consigli pratici su come affrontare l’esame scritto da avvocato

Hai letto la parte 1 su come arrivare preparati ai giorni dello scritto (altrimenti se vuoi qualche consiglio clicca qui). Ok vediamo alcuni consigli fortemente pratici per sopravvivere a quei 3 giorni (4 con la consegna dei codici).

Ti ho già dato i consigli su come prepararti, quindi qui ti suggerirò solamente alcuni aspetti pratici, oserei dire pragmatici, su aspetti anche di basso livello ma che, credetemi, nel complesso incidono non poco sulla prova.

1 Cosa portare

Pensa questo: ciò che ti porti è un insieme chiuso e rappresenta tutti gli strumenti che hai a disposizione per affrontare la prova; accorgersi la che qualcosa ti avrebbe fatto comodo non è il massimo.

Ti dico ciò che a me ha è risultato estremamente utile.

  • Ovviamente i codici commentati, ovviamente un dizionario di italiano e ovviamente le eventuali raccolte di giurisprudenza che ti sei comprato (e fin qui nulla quaestio).
  • Portati, in aggiunta dei codici in versione tascabile, senza annotazioni: durate le ore in cui sarai seduto a quel banchino dovrai passare centinaia di volte da un articolo del codice all’altro. A fine giornata avrai probabilmente mal di testa e male agli occhi, aggirarti sui codici commentati sembrerà una sfida impossibile e una gran perdita di tempo. Avendo i codici tascabili sarà molto più agevole cercare gli articoli che ti servono, sia inizialmente quando stai inquadrando la questione nella tua mente, sia ogni volta in cui devi effettuare delle ricerche senza dover necessariamente controllare la giurisprudenza.

Puoi anche cercare tutti gli articoli che ti servono nel codice tascabile, segnarteli in un foglio e poi ritrovarli nel codice commentato. Per me, strumenti fondamentali!

  • Portati dei post it, possibilmente quelli stretti e lunghi, da usare come segnalibro: quando hai fretta non c’è cosa più snervante che ricercare per l’ennesima volta quell’articolo che ti serve e che pare sparito improvvisamente dal codice. Evidenziali tutti con un post it in modo da renderli immediatamente visibili e trovabili.
  • Sembra una banalità (sembra solamente…) ma assicurati di avere diverse penne uguali e abbastanza morbide (con tutti i casini che avrai quel giorno ti ci manca solo di finire la penna e non averne una uguale così che dovrai ricopiare tutto di nuovo). Ovviamente portati anche tutta la cancelleria che ti può essere utile (matita, gomma, appuntamatita ecc). Dico sembra…banale perché la tizia di fronte a me all’esame ha finito la penna a metà della copia di bella e, oltre a rompere le scatole a tutti quelli intorno a lei, ha dovuto ricopiare tutto da capo (mai nella vita!).
  • Portati un po di libagioni: ti prego, la schiacciata unta anche no!, cose veloci da mangiare, energiche e magari una bella confezione di pocket coffee (a me hanno salvato la vita). Ovviamente anche l’acqua, ça va sans dire.
  • porta un orologio o una sveglia da posizionare sul banco e che ti dica intuitivamente quanto manca e a che punto sei.

2. Dosa il tempo

Hai 7 ore, non sono né tante né poche, ma vanno dosate bene. Come fare?

Io non credo che esista una divisione univoca del tempo valida per chiunque. L’unico modo che hai per capire la TUA suddivisione ideale è aver fatto delle prove prima.

Alcuni punti fissi però ci sono, e secondo me sono:

  • prenditi un congruo lasso di tempo per leggere bene (bene!!!) le tracce e scegliere quale fare (la cosa peggiore che possa capitarti è iniziare un parere o un atto e a metà decidere che non fa per te e cambiarlo…mai nella vita!)
  • una volta scelta la traccia, rileggila ancora. Prima lo scopo della tua lettura era scegliere la traccia, adesso è capirla a fondo e evidenziare visivamente (con matita, evidenziatore…vedi tu) le cose importanti, gli istituti, la domanda. Come detto non esiste un limite temporale fisso, ma se inizi a scrivere prima di aver letto la traccia per almeno un’ oretta, probabilmente la hai letta poco e male.
  • cerca gli istituti sul codice tascabile e segnateli su un foglio. Poi inizia lo studio dei singoli articoli e della giurisprudenza sul codice annotato. Qui inizierai a immergerti nel problema e ad individuare la soluzione che vuoi proporre. Questa parte è forse la più importante, io non gli dedicherei meno di un paio d’ore.
  • Fatti uno schema del parere che vuoi scrivere: ricorda una cosa, la funzione dello schema è essenzialmente quella di verificare se ciò che vuoi dire ha una sua consequenzialità logica, non è uno schemetto da scuole medie in cui ti limiti a scrivere “introduzione, corpo, conclusioni”.
  • Se hai fatto tutto questo, adesso hai una idea chiara in testa (e in breve nello schema) di come buttare giù il parere o l’atto. Scriverlo sarà relativamente semplice.
  • Serve fare la brutta e poi ricopiare? Si, di massima non mi sentirei di dire il contrario. Personalmente però mi è capitato di scrivere il parere direttamente in bella. Se hai una idea chiara di cosa vuoi scrivere e sei a corto di tempo alle brutte puoi farlo (estrema ratio!). In ogni caso, se devi ricopiare tutto, ti servirà almeno 1-1,5 ore da dedicare (ricrda che scrivere richiede un tempo non comprimibile, puoi leggere più veloce, non scrivere più veloce).

3. Cose da tenere a mente nel parere/atto

La bontà di un parere non si misura né dalla lunghezza, né con il valore giuridico assoluto delle conclusioni.

Ciò che realmente conta è:

  • scrivere chiaro e in maniera corretta (l’italiano non è un optional). Credetemi, i commissari hanno poco tempo e ancor meno voglia di leggere i vostri ottimi scritti, se gli fornite una scusa perfetta per segarvi alla terza righa, perché magari non si capisce una mazza o c’è un’ h sbagliata a loro non pare il vero (comunque riga si scrive senza h, se non lo avete notato qui sopra, avete un problema).
  • Sviluppare lo scritto in maniera coerente: deve essere un percorso che inizia dal “problema”, prosegue con una analisi giuridica da cui deriva una conclusione che necessariamente deve essere coerente con l’analisi fatta (Dio di tutti gli errori è strutturare una analisi per poi inserire conclusioni contrarie, magari perché tutti intorno a voi hanno concluso così). Giuro, avete più possibilità di passare con uno scritto che sostiene bene conclusioni minoritarie che con uno del tutto incoerente con conclusioni infilate come un fungo.
  • Le citazioni, soprattutto della giurisprudenza: sono fondamentali, ma vanno sapute usare. Vanno messe per dare autorevolezza a ciò che si scrive MA spararle ovunque non non serve a nulla. Meglio usarle come mero sostegno di qualcosa che si sostiene (del tipo … i criteri su cui si basa la determinazione di un assegno di mantenimento sono evidentemente……..del resto alle medesime conclusioni è giunta anche la Corte di Cassazione …Sent nr____). Pare una banalità ma dire ..è cosi perché lo dice la Cassazione e…l’istituto va interpretato cosi, del resto anche la Cassazione si esprime così…non è la stessa cosa.

Aggiungo, meglio uno scritto più sintetico, ma lineare e motivato che un capolavoro di n facciate. Una delle scene che ho visto più spesso sono persone, anche brave, convinte di aver fatto uno scritto da 105 almeno e poi bocciate.

Ultimissima questione: concentrate le vostre energie solo su cose in cui potete incidere: pensare a quale commissione correggerà, a se esista o meno una percentuale fissa di bocciati…non vi serve a niente, tanto non potreste comunque farci nulla.

In bocca al lupo….. magari ci rivedremo per gli orali

Per qualsiasi domanda scrivetemi pure in privato.

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